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[La storia]

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e la sua storia

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L’insediamento prima della fondazione di Roma, fu colonia greca, e venne abitata anche dagli Etruschi fino all’invasione dei Galli nel 363 a.C. Solo intorno al 435 passò sotto la dominazione di Roma.
Nella “descrizione del mondo”, Tolomeo fu il primo a segnare le coordinate dell’antica Anxanum, che oltre ad essere riportata nella tavola pentingeriana è segnata anche come stazione, o mansiones, della Via Traiana Frentana nella zona da Aterno a Larino nelle carte delle strade militari dell’Impero Romano d’Occidente.
Illustri romani, quali Marrone, Livio, Sigonio e Plinio il Vecchio, consideravano l’antica Anxanum l’illustre capitale del popolo frentano e uno dei principali luoghi per gli scambi commerciali.
Lanciano non fu solo una colonia romana, ma divenne ben presto Municipio Romano, come testimonia una lapide, purtroppo danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale. Come riportano antiche testimonianze scritte, i Romani vedevano Anxanum come una città colta, ricca e ben governata, e cercavano di imitarne usanze civili e religiose locali.
Nella città si praticava l’arte della tessitura della lana e della lavorazione delle pelli, e nelle attività commerciali era particolarmente nota “l’arte farmaceutica” e “l’unguentaria”.
Successivamente, Lanciano fu teatro di gravi episodi di saccheggi e guerre ad opera dei Goti prima, e dei Longobardi poi, che nel 580 la rasero al suolo e sulla ripa del Colle Erminio, dove si sviluppò il quartiere di Lancianovecchia, edificarono un possente castello.
L’insediamento, dopo la distruzione, venne a poco a poco ricostruito sulle rovine della città romana.
Anxanum, alla fine del Medioevo e fino al XV secolo, era una città particolarmente importante a livello commerciale. Era, infatti, nota in tutto il mondo conosciuto per le sue fiere, le Nundinae, che si tenevano nei primi nove mesi dell’anno sul Colle della Selva in onore di Apollo.
Dopo l’invasione dei Franchi Lanciano iniziò pian piano a riprendersi. Fu proprio in questo periodo, alla fine dell’VIII secolo, che la città aumentò le fortificazioni e iniziò la costruzione di un quartiere, il “Borgo”, che significa appunto luogo fortificato.
Dopo questo periodo di invasioni, Anxanum iniziò la ripresa economica grazie alle sue fiere che si svolgevano una a maggio e una a settembre.
Durante le due principali Fiere, la città di Lanciano divenne il punto d’incontro di mercanti provenienti da tutto il mondo conosciuto. Intensi erano anche gli scambi con Venezia e con i principali centri dell’altra sponda dell’Adriatico come Ragusa.
Per la sua importanza, Lanciano si vide conferire lo status di terra demaniale, cioè non soggetta ad alcun feudatario, ma governata direttamente dal re. Fu proprio l’imperatore Federico II di Svevia ad accordarle questo privilegio nel 1212, e reso perpetuo nel 1259 dal re di Napoli Manfredi.
In questo periodo venne eletto il Mastrogiurato, un apposito magistrato (con potere giudiziario, quasi come lo stesso re) che aveva il compito di amministrare la città così da garantire la buona riuscita delle Fiere che dovevano svolgersi in pace e tranquillità.
Già dal Medioevo a Lanciano sorsero parecchie industrie. Importanti erano le fabbriche di tele finissime e di stoffe di lana e di seta.
Fu nel XV secolo che si sviluppò la produzione delle ceramiche, l’oreficeria, l’industria delle pelli, dei cuoi, delle tele, delle reti e dei cordami, del ferro e dei bronzi. Rivestì particolare importanza la produzione degli aghi introdotta da un certo Mastro Giovanni Milascio. Gli Agorai lancianesi divennero famosi ovunque e nella letteratura sono ricordati in particolar modo da due poeti veneziani («due aghi de Lanzan pungenti e fini per un pezo pigliai»; «Cabaleo, che prima vendea ménole, adesso va vendendo aghi de pomole, ed aghi de Lanzan pe’ ‘ste pettegole»). Nella città vi è una via nel quartiere di Lancianovecchia che attesta quanto fosse sviluppata quest’arte.
Nel Trecento Lanciano divenne il più grande centro abitato d’Abruzzo con circa 6.500 abitanti.
Nel ‘500, agli inizi della stampa, nelle fiere di Lanciano ebbe inizio anche il commercio libraio, sviluppatosi maggiormente nei secoli successivi.
Dopo la scoperta dell’America, i principali traffici commerciali iniziarono a varcare le nuove rotte Atlantiche, così l’Italia iniziò a perdere il suo ruolo principale nei commerci e con lei anche Lanciano.
La decadenza continuò a causa dell’invasione dei Francesi e degli Spagnoli in lotta fra di loro, ed ebbero così inizio anche alcune lotte interne tra famiglie potenti. Ad aggravare il tutto ci pensarono il terremoto del 1456, le pestilenze e le lotte dei vicini feudatari per la sottomissione della città.
A causa delle oppressioni spagnole, del XVI e del XVII secolo, nel 1640 Lanciano cominciò a perdere un po’ per volta i privilegi e le immunità delle sue Fiere.
In seguito la città passò sotto il potere di Ferdinando d’Avalos di Vasto che caricò i cittadini di tasse. Solo nel 1778 Lanciano riconquistò la sua libertà.
Nell’Ottocento la città partecipò attivamente ai moti risorgimentali e questo gli valse l’appellativo di città fellone.
Particolarmente interessante è la storia scritta da Lanciano durante il Secondo Conflitto Mondiale, in cui aderì alla Resistenza e si batté valorosamente contro l’occupazione nazista. Tra il 5 e il 6 ottobre 1943 un gruppo di giovani lancianesi affrontarono i soldati tedeschi per mettere fine ai soprusi e alle prepotenze naziste. Di loro 11 morirono durante i combattimenti per le vie cittadine e altri 12 caddero nei successivi atti di resistenza.
Il coraggio e il sacrificio di questi ragazzi rendono ancora oggi onore alla città che venne decorata della Medaglia d’Oro al Valor Militare nel 1952 dal presidente Einaudi, e a ognuno di loro la città ha dedicato un via di Lanciano.




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