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Casoli

la storia

Immagine: Foto Casoli

Dopo l’epoca romana, torniamo a sentir parlare di “Casula” nel Medioevo grazie ai benedettini di Montecassino,che ci tramandano in alcuni registri e cataloghi, i possedimenti dell’Abbazia nel chietino, dalla Chiesa di Santa Croce al Castrum de Casula. Tale fortificazione faceva sicuramente parte di un sistema di avvistamento, insieme a La Torretta, le Torri di Castelfrentano e alle Torri di Altino, con l’obiettivo di fronteggiare i Saraceni che risalivano il Sangro spingendosi nell’entroterra. Casoli fu feudo delle istituzioni ecclesiastiche fino al XI secolo, passò poi sotto la dominazione degli Orsini, conti di Manoppello. A partire dal 1515 fu sottomesso ai Colonna e, quindi, ai Carafa, ai Crispano e successivamente ai D’Aquino principi di Caramanico e duchi di Casoli.
Nel 1799 fu ostile all’adesione della Repubblica Partenopea, divenendo teatro di episodi di insurrezione ai danni della borghesia locale che non aveva stabilito legami con le autorità repubblicane e gli occupanti francesi, alla fine dovette aderire alla Repubblica dopo l’incendio di Guardigrele da parte delle truppe francesi.
Il centro abitato venne gravemente danneggiato durante la II Guerra Mondiale, la linea Gustav correva lungo il vicino fiume Sangro. Per questa ragione anche a Casoli fu attivo il gruppo dei partigiani della “Brigata Majella”. Il moderno centro abitato si è sviluppato nella piana sottostante il colle, venendo ad assumere una fisionomia commerciale.




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