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Il quartiere Sacca si estende a valle del quartiere di Civitanova, di cui esso può essere considerato il prolungamento. La costruzione della Sacca risale alla riapertura del Regno di Napoli agli Ebrei, avvenuta nel 1191. A Lanciano, per ordine del Giustiziere dell’Abruzzo, vennero ammesse 80 famiglie giudee, con l’obbligo di vivere in un ghetto appositamente edificato (la Sacca), di esercitare solo la mercatura, di portare la fascia gialla di riconoscimento e di uscire solo di giorno; gli stretti vicoli, le piccole case e gli scorci, rimasti inalterati per secoli, fanno immaginare quella che doveva essere, al tempo, l’immagine del Ghetto, nel quale si entrava attraverso la porta di S.Nicola, nei pressi della chiesa omonima.
Lo sviluppo della città in tre quartieri disposti su tre colli ha donato alla città una veste urbanistica intrisa di storia e significati socio-culturali. I quartieri di Lancianovecchia, del Borgo e della Sacca-Civitanova sono rispettivamente sui colli Erminio, Pietroso e Selvoso, e il punto d’incontro delle tre vallate prospicienti è l’antica corte anteana, piazza principale dell’abitato e snodo delle strade che raccordano le varie zone. Nell’area della piazza principale, aleggiano secoli di storia e cultualità: sito dei santuari del Miracolo Eucaristico e della Madonna del Ponte, è qui che, da sempre, batte il cuore della Frentania. Lo svolgersi della vita pubblica nel centro della città ha determinato nei millenni lo sviluppo dei principali simboli istituzionali e religiosi attorno al perimetro della piazza: la presenza del palazzo comunale e degli edifici adibiti a uffici, della seicentesca torre civica e del Teatro Comunale "Fedele Fenaroli", costruito in stile neoclassico sulla chiesetta delle Scuole Pie e inaugurato nel 1840 alla presenza di Ferdinando II di Borbone, costituisce un interessante quadro dello sviluppo amministrativo della città e del ruolo sociale dell’area.
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