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Turismo SangroAventino

[La valle dei cuochi]

Il fiume Sangro

Immagine:

La Val di Sangro è una terra ricca di millenarie testimonianze archeologiche, storiche e culturali, di bellezze naturalistiche e ambientali, di produzioni artigianali artistiche ed enogastronomiche. La natura che qui può assumere anche un carattere poco addomesticato, viene tutelata e protetta non solo dal Parco Nazionale della Majella, che occupa una parte del comprensorio;, ma anche attraverso riserve naturali dove trovano il loro habitat specie faunistiche esclusive di questa zona. Sono da visitare, dunque l’Oasi Naturalistica del WWf di Borrello, dove le spettacolari cascate del Rio Verde generano un ambiente di grande suggestione, l’Oasi Naturale Abetina di Rosello, in cui percorrendo sentieri-natura di varia difficoltà si può esplorare un raro bosco di abete bianco e la Riserva Naturale del lago di Serranella,sosta per molti uccelli migratori. Attraversare la valle darà modo al viaggiatore di contemplare le varietà e i contrasti di un paesaggio in cui alla visione delle imponenti rupi calcaree di Pennadomo, Roccascalegna, Villa Santa Maria, Pietraferrazzana, Roio e Montebello sul Sangro, si sposa quella più dolce e rilassante del lago di Bomba, invaso artificiale creato nel corso mediano del fiume Sangro e attrezzato da una serie di accoglienti centri turistici.
La particolare conformazione paesaggistica, ha inevitabilmente determinato lo sviluppo degli insediamenti abitativi come borghi fortificati con mura di cinta, porte e torri, in particolare, Roccascalegna si segnala per il castello, la cui spettacolare conformazione si integra perfettamente con l’impervia natura del luogo. L’ itinerario che conduce alla scoperta delle testimonianze archeologiche del comprensorio porta a Monte Pallano, dove gli scavi hanno portato alla luce le imponenti mura megalitiche che circondavano tutto il perimetro del crinale a protezione del centro fortificato Pallanum, risalente al Neolitico, e in cui si può trovare un finzionale centro di documentazione.
Il comprensorio possiede una notevole varietà di prodotti agroalimentari, ma la sua notorietà in campo culinario la si deve a Villa Santa Maria dove ha sede un’ importante Istituto Alberghiero di Stato e in cui si svolge in ottobre l’ imperdibile Rassegna dei Cuochi del Sangro; tutto da vedere il Museo sulle antiche documentazioni dei Maestri villesi che operarono nel campo della ristorazione durante il secolo scorso.
Assolutamente da assaggiare la “porchetta”, maiale disossato e arrostito intero presente in ogni festa popolare; numerose sono, infatti, le manifestazioni di intrattenimento in ogni periodo dell’anno. Il Festival Internazionale del Folklore di Atessa è sicuramente fra quelli di più alta levatura artistica, ma veramente suggestivo è il rito delle ‘ndorce di San Martino, che si svolge nel paese nel mese di maggio e che consiste in un pellegrinaggio per raggiungere i resti del Monastero di San Martino in Valle, nel Vallone di Santo Spirito. Sempre viva la produzione di manufatti artigianali a testimoniare una linea di continuità con il passato, in cui le antiche tecniche di lavorazione del ferro, della pietra, della ceramica e del legno tramandate dai secoli scorsi, entrato a pieno diritto nel terzo millennio




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