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Turismo SangroAventino

[IL TERRITORIO]

Ambiente e Natura

nel Sangro-Aventino

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Il patrimonio ambientale del Sangro-Aventino

Parco Nazionale della Majella
Il Parco Nazionale della Majella, che è stato istituito nel 1992, si estende per una superficie complessiva di circa 75.000 ettari nel territorio delle province di Chieti, L’Aquila e Pescara, interessando complessivamente il territorio di 19 comuni.
Il gruppo della Majella, che comprende anche i seguenti rilievi, vale a dire il Morrone, il Monte Secine, il Monte Pizzalto ed il Monte Rotella, contribuisce a creare un legame di continuità con le montagne marsicane del Parco Nazionale d’Abruzzo.
Il massiccio della Majella, che è caratterizzato da una forma di tipo ellissoidale, presenta un’alta percentuale di zone al di sopra dei 1.400 m e comprende oltre 60 cime, la più elevata delle quali è rappresentata dal Monte Amaro (2.795 m).
Il versante occidentale del massiccio, che si presenta privo di valli, è solcato da ampi ghiaioni che si spingono fino alle faggete che lo rivestono nelle quote intermedie, mentre il versante orientale si presenta più arrotondato ed interrotto da forre e valloni profondi.
La caratteristica prevalente del massiccio della Majella è costituita dalla presenza di una vasta zona di altipiani dell’altitudine media di 2.400 m, che non trova riscontro in nessun altro massiccio appenninico. In particolare, gli altipiani hanno inizio a settentrione con il Monte Acquaviva, al quale seguono Monte Rotondo e i Tre Portoni e, successivamente, il Monte Amaro, per poi terminare al Fondo di Femmina Morta, in corrispondenza della Tavola Rotonda.

Riserva Naturale Lago di Serranella
La Riserva di Serranella è stata istituita nel 1990, in corrispondenza di un tratto del Fiume Sangro che venne sbarrato artificialmente per scopi irrigui ed industriali. Tale riserva, che è gestita dal WWF, è caratterizzata dalla presenza di quattro diversi tipi di tifa, il più raro dei quali è costituito dalla tifa minore. Nel lago di Serranella si trovano inoltre altre specie igrofile, quali la salcerella, la mestolaccia, la lisimachia, l’elleborina di palude (rara specie di orchidea) ed il griglio d’acqua, oltre a salici, pioppi ed ontani.
Dal punto di vista faunistico, la Riserva di Serranella è caratterizzata dalla presenza di numerosi specie di uccelli, sia nidificanti, come il Germano reale, la nitticora ed il codone, che di passo, quali storni, spatole, falchi di palude e falchi pescatori, aironi, ecc.
Nella Riserva si trovano inoltre testuggini, nutrie, oltre a diverse specie di farfalle notturne, tre delle quali nuove per l’Italia centrale.
La Riserva, che è attraversata da diversi sentieri, è inoltre caratterizzata dalla presenza di uno stagno didattico e di un giardino naturalistico, che vengono fruiti dai diversi visitatori dell’area.

Bosco di San Pasquale
Il Bosco di San Pasquale, che si trova nel territorio del Comune di Atessa, è localizzato a ridosso del Convento Vallaspra e del vivaio forestale, alle pendici del Monte Pallano (noto per le imponenti mura megalitiche).
Le specie arboree ed arbustive presenti in questo bosco sono costituite prevalentemente da cerri, olmi, tigli, frassini, roverelle, oltre a ligustri, biancospini e viburni ed a iris, ciclamini ed orchidee selvatiche.
Boschi ripariali lungo il Fiume Osento
Il Fiume Osento, che ha origine alla quota di circa 690 m, nei pressi di Tornareccio, si articola per oltre 35 Km a regime torrentizio; lungo il corso di tale fiume è possibile rilevare la presenza di vegetazione ripariale costituita prevalentemente da pioppeti e querco-frassineti, una particolare specie dei quali (Fraxinus oxycarpa) era coltivata per l’estrazione della manna. Lungo il fiume si trovano inoltre numerosi popolazioni di Iris foetidissima, specie molto rara, localizzata essenzialmente sull’Osento e nei pressi di Monte Pallano.

Altre aree protette e di rilevante valenza naturalistica e paesaggistica
Tra le altre aree protette e di rilevante valenza naturalistica e paesaggistica che sono presenti nell’ambito territoriale del Sangro Aventino sono importanti:
l’abetina di Rosello e le Cascate del Verde, localizzate nei Comuni di Rosello e Borrello. Le cascate si trovano nei pressi del centro abitato e sono alte circa 200 m sviluppandosi in tre salti; sempre a Borrello si trovano la Porta dei Saraceni, che appare come un terrazzo scolpito nella roccia che affaccia direttamente sulla Valle del Sangro, oltre al bosco di Montalto, caratterizzato in particolar modo dalla presenza di faggi ed abeti;
le Grotte del Cavallone, localizzate al di sopra dei 1000 metri di quota nei Comuni di Taranta Peligna e Lama dei Peligni, sono importanti non solo dal punto di vista naturalistico ma anche da quello culturale grazie alla famosa tragedia dannunziana “La Figlia di Jorio”;
le “acquevive” sempre a Taranta Peligna, poste lungo il tratto del fiume Aventino alimentano un piccolo acquedotto e formano un oasi naturale;
i monti Pizi, comprendendo i Comuni di Palena, Pizzoferrato e Lettopalena con l’area della Fonte della Noce in località di Lettopalena;
i laghi di Bomba e Sant’Angelo (Casoli); la rete dei sentieri di bassa quota lungo i corsi dei fiumi Sangro ed Aventino e i sentieri di alta quota sul versante orientale della Maiella.




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